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IMPOSTE SULLE SUCCESSIONI

a) Imposta di successione

* Coniuge e i figli (o parenti in linea retta) 4%, ma è prevista una franchigia, cioè una soglia al di sotto della quale non si paga l'imposta, di un milione di euro per ciascuno degli eredi o donatari, quindi di fatto la tassa del 4% si paga solo sulla quota che supera, per ogni singolo beneficiario, il valore di euro 1.000.000,00.

* Fratelli e sorelle 6%, ma hanno diritto a una franchigia di euro 100.000,00. Anche in questo caso la franchigia si calcola su ogni singolo erede o donatario.

* Parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, e gli affini in linea collaterale fino al terzo grado 6%, senza alcuna franchigia.

* Altri soggetti, quindi i parenti più lontani e gli estranei, 8%, anche in questo caso senza alcuna franchigia.

Franchigie ed esenzioni

La legge prevede per alcune categorie di eredi delle franchigie, cioè delle soglie di valore al di sotto delle quali l'imposta non deve essere pagata, tali franchigie sono previste solo a favore del coniuge, dei figli, dei parenti in linea retta, dei fratelli e sorelle e dei portatori di handicap grave e precisamente:

1) Coniuge, figli e parenti in linea retta hanno diritto a una franchigia di un milione di euro per ciascuno degli eredi o donatari.

2) Fratelli e sorelle hanno invece diritto a una franchigia di 100 mila euro per ciascuno degli eredi o donatari.

3) Portatori di handicap riconosciuto grave (ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104), hanno sempre diritto a una franchigia di euro 1.500.000, indipendentemente dal rapporto di parentela con il defunto o il donante.

Queste franchigie si calcolano sempre sulla quota di eredità attribuita a ciascuno dei beneficiari, e non sul patrimonio complessivo lasciato dal defunto. Questo meccanismo fa sì che la franchigia aumenti al crescere del numero dei beneficiari. Per esempio, se il defunto lascia, oltre alla moglie, 3 figli, ciascuno di essi ha diritto alla franchigia di un milione di euro, e il patrimonio sul quale non si applica l'imposta arriva fino a 4 milioni di euro. Si ricorda però che nel calcolo della franchigia si devono sempre calcolare anche le donazioni precedentemente ricevute dallo stesso soggetto. Se il valore della mia quota di eredità, sommata alle donazioni che avevo ricevuto dal defunto quando era in vita, supera l'importo della franchigia, devo pagare l'imposta sulla differenza.

Solo per i figli, gli altri discendenti e il coniuge, è prevista anche l'esenzione dall'imposta di successione per i trasferimenti di aziende o rami di azienda, di quote sociali e di azioni. Se l'azienda comprende beni immobili, il trasferimento è esente anche dalle imposte ipotecarie e catastali. Si tratta di una novità introdotta dalla legge finanziaria 2007, che intende favorire il passaggio generazionale dell'impresa. L'esenzione non si applica quindi a tutti i trasferimenti di aziende o partecipazioni sociali, ma solo in presenza di alcune condizioni espressamente indicate dalla legge. Se si tratta di azioni o quote di srl l'esenzione si applica solo alle partecipazioni che consentono al beneficiario di acquisire o integrare il controllo della società attraverso la maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria. Nessuna limitazione è invece prevista per le società di persone (s.n.c., s.a.s. e società semplici), quindi sembra che l'esenzione dalle imposte sia concessa anche per le partecipazioni che non consentono al beneficiario di acquisire la maggioranza. Inoltre l'erede deve impegnarsi espressamente a proseguire nella gestione dell'azienda o a mantenere il controllo della società per almeno cinque anni dopo il trasferimento, a pena di decadenza dall'agevolazione. A tal fine il beneficiario deve rendere un'apposita dichiarazione nella denuncia di successione o nell'atto di donazione. In caso di mancato rispetto dell'impegno assunto, sarà applicata l'imposta di donazione e successione nella misura ordinaria, oltre alla sanzione amministrativa pari al trenta per cento dell'importo non versato e agli interessi di mora.

I titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati sono esenti dall'imposta di successione. Sono inoltre esenti dall'imposta i veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico. L'imposta di successione non si applica neppure alle indennità spettanti agli eredi in forza di polizze di assicurazione sulla vita contratte dal defunto.

b) Imposta ipotecaria ed imposta catastale

Sul valore degli immobili compresi nell'eredità si pagano le imposte ipotecarie e catastali. Se nel patrimonio del defunto, o nella donazione, sono compresi fabbricati e terreni, dunque, si paga il 2% di imposta ipotecaria e l'1% di imposta catastale sul valore catastale degli immobili. E' possibile chiedere le agevolazioni per la prima casa. Se almeno uno degli eredi intende destinare a propria abitazione principale il fabbricato ricevuto in successione, e sono presenti i requisiti previsti dalla legge sulla prima casa, le imposte ipotecarie e catastali sono ridotte ad euro 336,00. 

 

TUTTI I BENI

SOLO IMMOBILI

Soggetti

Imposta di successione

Imposta ipotecaria

Imposta catastale

Coniuge, figli e parenti in linea retta

4% *

(solo importo che eccede 1.000.000)

2%

 

1%

 

Fratelli e sorelle

 

6%

(solo importo che eccede 100.000)

2%

1%

 

Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado

6%

2%

1%

 

Altri soggetti

 

8%

2%

1%


*Sono esenti dall'imposta i trasferimenti, a favore dei soli discendenti e del coniuge, di aziende o rami di azienda, di quote sociali e di azioni, in presenza di alcune condizioni indicate dalla legge. E' inoltre prevista una franchigia di 1.500.000 euro per i portatori di handicap.

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